CAMPIONATO SERIE A 2021/2022 - 14a giornata di ritorno
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Napoli-Roma 1-1

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DUE PUNTI PERSI (O TOLTI?)
Col pareggio di questo posticipo di Pasquetta, la Roma conferma il suo periodo positivo in campionato centrando il dodicesimo risultato utile consecutivo. Risultato raggiunto nel primo minuto di recupero grazie ad El Shaarawy, che finalizza un'azione perfetta ammutolendo il Maradona popolato solo da tifosi di casa, fino a quel momento impegnatissimi a cantare i loro cori contro Roma e contro i romani (a Napoli non è contemplata la discriminazione territoriale).

Un punto meritato, anche se agguantato in extremis nel primo minuto di recupero, rimonta il vantaggio napoletano nel primo tempo su rigore firmato da Insigne. Un rigore "solare" (anche se Lozano è molto furbo nel farsi venire addosso l'ingenuo Ibanez) che l'arbitro Di Bello non vede, facendo continuare l'azione tra le proteste dei napoletani in campo e sugli spalti.
Ci pensa il var, sempre solerte a intervenire quando c'è la Roma "colpevole" di mezzo. Di Bello va a rivedere l'azione al monitor e concede il rigore che Insigne realizza con successivo bacio della maglia stile "eterno amore" (peccato che dal 1 luglio sarà "amore" per la maglia del Toronto
).

La Roma non molla e nonostante lo svantaggio, un ambiente decisamente ostile, un arbitro che non vede falli tattici e risparmia cartellini agli uomini di Spalletti, inanella azioni da gol che fallisce per imprecisione nell'ultimo passaggio o nella conclusione a rete. Ci sarebbe anche un rigore su Zaniolo travolto da Meret in uscita disperata, ma ovviamente Di Bello e var non lo ritengono tale. Stessa decisione per il cazzotto in faccia di Meret a Ibanez che voleva colpire di testa. Vabbè, ma noi siamo la Roma...

La panchina della Roma protesta vivacemente per il rigore negato a Zaniolo (nell'occasione viene espulso Fuzato) e diventa l'argomento di tutti i dopopartita serali e del giorno dopo. Con ex giocatori, ex allenatori, ex arbitri ed ex scoreggioni che vorrebbero rientrare nel giro delle scoregge dell'informazione sportiva, tutti impegnati nella battaglia mediatica contro Mourinho.

FINO ALL'INFERNO CON MOURINHO!
"Mourinho dev'essere fermato", "la federazione deve intervenire", sono due delle frasi più in voga tra quelle pronunciate e prontamente riprese da molti organi di informazione. È la sagra dell'ipocrisia, della falsità, della disonestà intellettuale e sociale, dello schifo, della melma mediatica. Oggi (non ieri quand'era sulla panchina dell'Inter e diceva le stesse cose), Mourinho dev'essere fermato. Lo dicono "gli addetti ai lavori", la pletora di vermi e di leccaculo che popola l'ambiente calcio italiano. Per loro: la Lega, il giudice sportivo, il Presidente della Repubblica e il Papa, devono prendere ASSOLUTAMENTE provvedimenti nei confronti dell'allenatore della Roma, in quanto tale e non in quanto colpevole di non si sa bene quale reato.

In quanto ALLENATORE DELL'AS ROMA, Josè Mourinho diventa improvvisamente l'uomo dello scandalo, quello che sobilla i suoi giocatori, che fomenta i componenti della panchina, che si lamenta delle loro decisioni e protesta nei confronti degli arbitri. LUI, solo LUI, come se fosse l'unico in Italia. Come se dalla panchina del Torino non si udissero mai voci con accento slavo inveire e urlare; come se da quella dell'Atalanta si udisse solo un coro di voci bianche cantare le lodi di arbitro e avversari; come se dalla panchina dell'Inter l'allenatore non si alzasse mai, non urlasse a brutto muso nei confronti del direttore di gara e non uscisse mai dalla sua zona di competenza; come se fino all'anno scorso sulla stessa panchina nerazzurra non sedesse un signore col parrucchino che della lamentela e dell'invettiva faceva sfoggio continuo, coadiuvato dai suoi giocatori in campo e in panchina, sia allora che quando sedeva sulla panchina juventina; come se l'attuale allenatore juventino non lanciasse abitualmente giacche per terra o urlasse nei confronti dell'arbitro; come se il capitano della stessa squadra, alzandosi dalla panchina non avesse mai minacciato di morte un dirigente della squadra avversaria...

La risata di Josè Mourinho, dopo l'ennesima decisione penalizzante di Di Bello, è l'emblema di questa giornata. La sua risata di scherno e le sue parole a fine partita "Alla Roma hanno negato il diritto di vincere" sono la fotografia non solo di questa partita, ma dell'intero sistema calcio italiano. Un sistema che favorisce e tutela solo tre squadre e se qualcuno prova a dirlo chiaramente "deve essere fermato".
#IoStoConMourinho.

Daje Roma!
Sandro


 
  • NAPOLI : Meret; Zanoli, Rrahmani, Koulibaly, Mario Rui; Anguissa, Lobotka (12' st Zielinski), Fabian Ruiz (23' st Demme); Lozano (23' st Elmas), Osimhen (38' st Mertens), Insigne (37' st Juan Jesus).
    A disposizione: Marfella, Idasiak, Tuanzebe,, Ghoulam, Politano, Ounas, Petagna.
    Allenatore: Spalletti.


  • ROMA: Rui Patricio; Mancini (39' st Perez), Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante (1' st Mkhitaryan), Oliveira (30' st Veretout), Zalewski (30' st El Shaarawy); Pellegrini; Zaniolo (41' st Afena-Gyan), Abraham.
    A disposizione: Fuzato, Kumbulla, Spinazzola, Maitland-Niles, Vina, Bove, Shomurodov.
    Allenatore:
    Mourinho


  • Arbitro: Di Bello di Brindisi

  • Ammoniti: CRISTANTE, ZANIOLO, Koulibaly, Zanoli, Lozano, Insigne
  • I GOL:
    11' P.T.: Insigne (R)
    46' S.T.: EL SHAARAWY


RISULTATI DELLA GIORNATA:
15.04.2022
SPEZIA-INTER 1-3
MILAN-GENOA 2-0

16.04.2022
CAGLIARI-SASSUOLO 1-0
SAMPDORIA-SALERNITANA 1-2
UDINESE-EMPOLI 4-1
FIORENTINA-VENEZIA 1-0
JUVENTUS-BOLOGNA 1-1
LAZIO-TORINO 1-1

18.04.2022
NAPOLI-ROMA 1-1
ATALANTA-VERONA 1-2