FATTO IL NOSTRO
Senza voler essere o sembrare presuntuosi, la vittoria di oggi visti i rispettivi obiettivi delle due squadre e soprattutto visti i valori in campo, è da considerarsi normale amministrazione.
Obbligatorio vincere, per la Roma che deve rincorrere posizioni più consone al suo monte ingaggi (il terzo della serie A), dell'attuale sesto posto in attesa di Verona-Genoa. Obbligatorio vincere, se li davanti schieri campioni come Dzeko, Mkhitaryan e soprattutto Pedro. Obbligatorio vincere se di fronte ti trovi... vabbè lasciam perdere.
È vero che "la palla è rotonda", come si suol dire e che in 90 minuti tutto può succedere, prova ne è l'inopinato gol preso a freddo a cura del solito ex col dente avvelenato, oltre che il momentaneo pari, seppur giunto grazie ad un rigore generosamente concesso ai campani. È vero anche che il Benevento si presentava all'Olimpico forte di due vittorie consucutive, la prima in casa della Samp che ieri in casa ha schiantato la lazie 3-0... È vero tutto, ma al netto delle casualità di cui sopra, se sei la Roma queste partite le devi vincere e basta.
Felici per la bella cinquina quindi, la seconda di seguito rifilata al Benevento, ma piedi per terra e testa bassa. C'è ancora molto da fare, a partire da giovedì a Berna ore 18:55.
Ad ogni modo, molte le note positive. A partire dall'allenatore che spiazza tutti ancora una volta, modificando il modulo e schierando una difesa a quattro, testimonianza del fatto, insieme ai cambi effettuati nel secondo tempo, che lui le partite le sa leggere e nell'eventualità cambiare in corsa, alla faccia di chi lo mette ancora in discussione. Buona la prova di squadra nel complesso e buoni finalmente anche gli atteggiamenti dei subentrati, uno che meriterebbe già un posto nel centrocampo giallorosso (Villar) e uno che scalpita per dimostrare la sua forza (Carles Perez), segnando un gol da antologia.
DUE PAROLE SU PELLEGRINI E CRISTANTE
Due ragazzi, il primo romano di nascita e per questo sempre osservato speciale e bersagliato da una critica "a prescindere" soprattutto locale, spalleggiata anche da certi "tifosi" che qualche anno fa non perdonavano neanche Totti e De Rossi; il secondo colpevole d'avere una faccia e un atteggiamento non esattamente da assassino e per questo vittima di una critica feroce, oltre che infame, dagli stessi di cui sopra, quelli per capirci, delle vignette su Dzeko/cieco.
Due ragazzi, titolari indiscussi in nazionale e che ogni allenatore passato da Roma ha schierato sempre e comunque, in tutti i ruoli del centrocampo, o addirittura come centrale di difesa (Cristante). Due bravi ragazzi sempre al servizio della squadra e sui quali si sono espressi positivamente nelle loro conferenze d'addio un certo Totti e u certo De Rossi, non due leoni da tastiera, o due cazzari qualunque...
De Rossi:“C’è un Bryan Cristante che arriva da Bergamo, io ne voglio altri cento di giocatori così perché anche se non è nato a Roma, ci mette l’anima, da romanista”.
Totti: "Pellegrini è un grande calciatore ed una persona perbene... è un ragazzo speciale, può dare tanto a questa maglia. È tifoso della Roma e qualche romano dentro serve sempre. Su di lui sono pronto a mettere una mano sul fuoco, sono sicuro che resterà per sempre alla Roma”.
Personalmente sono più propenso a credere nell'opinione dei due Capitani, piuttosto che in quella di certi personaggi...
Daje Roma!
Sandro