EUROPA LEAGUE 2024/2025 - Andata play-off
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Porto-Roma 1-1

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UN ALTRO KILLER
Non si capisce, o almeno non ci è dato sapere, se in certi comportamenti ci possa essere malafede o solo incapacità. Il dubbio che da sempre attanaglia chi scrive e chi per qualsiasi motivo sia emotivamente coinvolto nella passione per il calcio e per la Roma in particolare, è rappresentato dalla figura dell'arbitro. Quello che nei vocabolari avrebbe "il compito di seguire le fasi di una competizione assicurandone la regolarità, punendo gli eventuali falli e convalidando il risultato", spesso si rivela essere l'esatto contrario.
Dovremmo esserci abituati a dire il vero, avendone viste e vissute a centinaia di "strane" situazioni arbitrali e non stupirci più di tanto. E invece ci tocca commentare le gesta infami dell'ennesimo pupazzetto col fischietto che riesce a falsare l'ennesima partita, veicolando in maniera decisiva il risultato attraverso decisioni e provvedimenti discutibili. Il dubbio esternato da Ranieri a fine gara, quello che mette in luce "lo score" dell'arbitro nelle ultime 21 partite europee da lui dirette, con le squadre di casa vittoriose per 15 volte e per le ospiti solo 6 pareggi, trova il perfetto riscontro nella sua "prestazione" di stasera e nel pareggio giallorosso.

RISULTATO BUGIARDO
Formazione che non vede dal primo minuto Paredes e Hummels, ai quali Ranieri preferisce Cristante e Celik. Decisione che fa letteralmente infuriare "il webbe", che non lesina critiche e insulti all'indirizzo dell'allenatore e soprattutto degli uomini da lui scelti. Solo quelli che di calcio capiscono, non hanno mosso critiche ed hanno pensato che se l'allenatore ha deciso così, è perché evidentemente "Lui sa", ma lì bisognerebbe iniziare un altro discorso...

Ad ogni modo, un 3-5-2 con la solita (e solida) difesa a tre e con la coppia Dybala-Dovbyc in avanti, ben supportata dagli inserimenti di Pellegrini e Saelemaekers, a impensierire la retroguardia dei padroni di casa. Approccia bene la Roma. Difesa attenta e centrocampo pronto a spezzare le trame di gioco avversarie e riproporre in avanti per un Dybala che appare ispirato e un Dovbyc sempre più sul pezzo.

Le occasioni sono solo giallorosse, ma Dybala, Dovbyc e Pellegrini, calciano fuori. Sul finire di primo tempo, il fallaccio di Varela, un calcio direttamente sul ginocchio di Dybala, punito solo col giallo dal pupazzetto di cui sopra, ci toglie dopo qualche minuto di agonia in campo, la nostra stella più luminosa e costringe Ranieri al primo cambio non preventivato. Entra bene Baldanzi ed è lui, qualche minuto dopo, a propiziare le rete di, udite, udite: Celik. Proprio lui, uno degli insultati dal "webbe" alla comunicazione delle formazioni, che realizza il suo primo gol in maglia giallorossa.

La ripresa inizia coi cambi "costretti" (e non preventivati!) di Koné e Saelemaekers, nervosi entrambi perché immeritatamente ammoniti dal succitato pupazzo e proprio per questo in pericolo di doppio giallo. Cosa che, come per uno strano disegno del destino (o di qualcuno?) avviene puntualmente al minuto 72 a Cristante che lascia la Roma in 10.

Il Porto aveva pareggiato 5 minuti prima grazie all'unico vero errore giallorosso, ma anche grazie alla mancata autorizzazione da parte dell'arbitro (sempre lui), al cambio Soulé-Pellegrini richiesto più volte dalla panchina giallorossa. Il lancio del portiere del Porto da cui parte l'azione del gol, forse non avrebbe trovato la Roma così impreparata.

In tutto questo, dopo il pari e soprattutto dopo il rosso a Cristante, l'uscita di Dovbyc e un conseguente e fisiologico arretramento nella propria metà campo, alla Roma va riconosciuto il merito di non aver sbracato, di non aver perso la testa come già capitato in altre occasioni e di aver mantenuto i nervi saldi fino all'ultimo dei 4 (poi diventati 5) minuti di recupero. Alla faccia dei pupazzetti e di chi li manda in giro a far danni.

Un passaggio del turno che con un po' più di precisione e con un arbitro vero, si sarebbe decisa già da stasera, con la Roma praticamente già qualificata per gli ottavi. Tutto si deciderà all'Olimpico giovedì prossimo. Lo stadio dovrà essere una bolgia come già visto in altre occasioni europee e niente mi fa pensare che non lo sarà.

DOPO MOURINHO, RANIERI
Hanno fatto sbroccare anche Ranieri. Sempre attento e misurato nei comportamenti e nelle esternazioni, sir Claudio stasera non ce l'ha fatta a reggere le nefandezze plateali del fischietto tedesco (guarda caso, una delle federazioni con cui l'Italia si gioca il quinto posto in Champions l'anno prossimo) ed a fine partita ha esternato tutto il suo disappunto prima in campo, invitando i giocatori a non salutare l'arbitro e poi ai microfoni, dove ha avuto parole dure sia per lui, che per il designatore Rosetti, del quale ha anche ricordato la scelta "azzeccata" di Taylor per dirigere la finale di Budapest.

E ADESSO?
Aspettiamoci ripercussioni e "punizioni esemplari" per chi ha osato mettere in dubbio l'attendibilità e l'onestà delle istituzioni e dei personaggi "integerrimi" che governano il calcio europeo. Sulla base di esperienze già vissute, possiamo già dipingere lo scenario di Roma-Porto giovedì prossimo, con Ranieri squalificato per dichiarazioni lesive nei riguardi dell'arbitro e del designatore Rosetti.

In alternativa: arbitraggio scientifico che provvederà a regalare il passaggio ai portoghesi, innervosendo i giallorossi con decisioni contro non plateali, ma efficaci e con ammonizioni che, sommandosi con quelle comminate stasera dal cornuto tedesco, renderebbero indisponibili gli ammoniti (qualora ci si qualificasse lo stesso) per il turno successivo. Ricordiamo che la squalifica scatta automatica dopo aver sommato 3 ammonizioni (come capita oggi per Saelemaekers) e che dopo stasera, abbiamo 5 dei nostri che di gialli ne hanno presi già 2: Koné, Baldanzi, Celik, Paredes e Hummels.

Daje Roma!
Sandro



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  • PORTO: Diogo Costa; Djalo, Nehuen Perez, Otavio (75' Namaso); Joao Mario, Varela (63' Fabio Vieira), Eustaquio, Francisco Moura (86' Zaidu); Borges, Samu Aghehowa (85' Gul), Rodrigo Mora (63' Pepê).
    A disposizione: Claudio Ramos, Marcano, William Gomes, Vasco Sousa, André Franco, Perez, Zé Pedro.
    Allenatore: Anselmi


  • ROMA: Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Saelemaekers (46' El Shaarawy), Koné (46' Pisilli), Cristante, Pellegrini (68' Soulè), Angelino; Dybala (39' Baldanzi), Dovbyk (75' Paredes).
    A disposizione: Gollini, De Marzi, Abdulhamid, Shomurodov, Hummels, Nelsson, Sangare.
    Allenatore: Ranieri

  • Arbitro: Stieler (Germania)
  • Ammoniti: PELLEGRINI, Varela, CELIK, KONÉ, Moura, SAELEMAEKERS, CRISTANTE, Otavio, PAREDES, BALDANZI
  • Espulso: 27' S.T. CRISTANTE (doppia ammonizione)
  • NOTE: SAELEMAEKERS e CRISTANTE salteranno la partita di ritorno all’Olimpico
  • I GOL:
    49' P.T.: CELIK
    22' S.T.: Moura