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UN ALTRO KILLER RISULTATO BUGIARDO Ad ogni modo, un 3-5-2 con la solita (e solida) difesa a tre e con la coppia Dybala-Dovbyc in avanti, ben supportata dagli inserimenti di Pellegrini e Saelemaekers, a impensierire la retroguardia dei padroni di casa. Approccia bene la Roma. Difesa attenta e centrocampo pronto a spezzare le trame di gioco avversarie e riproporre in avanti per un Dybala che appare ispirato e un Dovbyc sempre più sul pezzo. Le occasioni sono solo giallorosse, ma Dybala, Dovbyc e Pellegrini, calciano fuori. Sul finire di primo tempo, il fallaccio di Varela, un calcio direttamente sul ginocchio di Dybala, punito solo col giallo dal pupazzetto di cui sopra, ci toglie dopo qualche minuto di agonia in campo, la nostra stella più luminosa e costringe Ranieri al primo cambio non preventivato. Entra bene Baldanzi ed è lui, qualche minuto dopo, a propiziare le rete di, udite, udite: Celik. Proprio lui, uno degli insultati dal "webbe" alla comunicazione delle formazioni, che realizza il suo primo gol in maglia giallorossa. La ripresa inizia coi cambi "costretti" (e non preventivati!) di Koné e Saelemaekers, nervosi entrambi perché immeritatamente ammoniti dal succitato pupazzo e proprio per questo in pericolo di doppio giallo. Cosa che, come per uno strano disegno del destino (o di qualcuno?) avviene puntualmente al minuto 72 a Cristante che lascia la Roma in 10. Il Porto aveva pareggiato 5 minuti prima grazie all'unico vero errore giallorosso, ma anche grazie alla mancata autorizzazione da parte dell'arbitro (sempre lui), al cambio Soulé-Pellegrini richiesto più volte dalla panchina giallorossa. Il lancio del portiere del Porto da cui parte l'azione del gol, forse non avrebbe trovato la Roma così impreparata. In tutto questo, dopo il pari e soprattutto dopo il rosso a Cristante, l'uscita di Dovbyc e un conseguente e fisiologico arretramento nella propria metà campo, alla Roma va riconosciuto il merito di non aver sbracato, di non aver perso la testa come già capitato in altre occasioni e di aver mantenuto i nervi saldi fino all'ultimo dei 4 (poi diventati 5) minuti di recupero. Alla faccia dei pupazzetti e di chi li manda in giro a far danni. Un passaggio del turno che con un po' più di precisione e con un arbitro vero, si sarebbe decisa già da stasera, con la Roma praticamente già qualificata per gli ottavi. Tutto si deciderà all'Olimpico giovedì prossimo. Lo stadio dovrà essere una bolgia come già visto in altre occasioni europee e niente mi fa pensare che non lo sarà. DOPO MOURINHO, RANIERI E ADESSO? In alternativa: arbitraggio scientifico che provvederà a regalare il passaggio ai portoghesi, innervosendo i giallorossi con decisioni contro non plateali, ma efficaci e con ammonizioni che, sommandosi con quelle comminate stasera dal cornuto tedesco, renderebbero indisponibili gli ammoniti (qualora ci si qualificasse lo stesso) per il turno successivo. Ricordiamo che la squalifica scatta automatica dopo aver sommato 3 ammonizioni (come capita oggi per Saelemaekers) e che dopo stasera, abbiamo 5 dei nostri che di gialli ne hanno presi già 2: Koné, Baldanzi, Celik, Paredes e Hummels. Daje Roma! |
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